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Influencer: tra finzione e realtà

Se vi dico “Check fit day” o “Hey guys” cosa vi viene in mente? Ovvio, i nostri amati influencer!

Il loro è un mondo apparentemente fatato, fatto di amicizie che durano tutta la vita, relazioni stabili, look sempre alla moda etc etc etc…

Ma non è questo il punto!  Gli influencer sono da sempre il sogno di milioni di persone, grandi o piccole che siano, e sono un potente strumento di marketing per le aziende che decidono di ingaggiarli.

Tuttavia non viene mai o quasi mai messo in evidenza che dietro lo smartphone ci sono delle persone e, come tutti noi, non sempre sono perfette.

E se gli influencer non fossero tutti così reali?

Tenetevi forte perchè oggi parliamo del mondo degli influencer e, in particolare, di quelli virtuali!

 

La nascita degli influencer 

Vi sarete chiesti almeno una volta: quando sono nati i tanto famigerati influencer?

Dovete sapere che sull’origine degli influencer esistono una quantità infinita di correnti di pensiero, ma la più accreditata fa risalire la loro nascita al lontano 1760. 

Pensate che in quell’anno, un vasaio di paese si prese l’incombenza di creare un set di tè per niente di meno che la Regina Carlotta d’Inghilterra affinché questa lo sponsorizzasse come “il vasaio di sua Maestà”. 

Da quel giorno in poi, l’astuto vasaio divenne un predecessore del marketing e la Regina Carlotta la prima influencer al mondo (seppur sprovvista di smartphone e social network). 

Come potete ben immaginare, il termine influencer non era ancora stato coniato, ma la Regina aveva un potere tale da generare nell’intero popolo l’ardente desiderio di acquistare quei lussuriosi set da tè. 

La prima vera collaborazione tra un’azienda e un celebrities influencer avvenne nel 1984, quando il campione Michael Jordan firmò un contratto da pochi spicci (circa 2,5 milioni di dollari) per creare una collezione personalizzata di Air Jordan. 

Lo so cosa state pensando… Non era forse Chiara Ferragni la paladina di tutte le influencer del mondo? Ebbene sì, ma giusto qualche anno più tardi rispetto alla Regina Carlotta

Infatti, nel 2009 Chiara, pubblicando sul suo blog “The Blonde Salad” (lascio a voi la traduzione) autoscatti realizzati con una macchinetta fotografica, aprì ufficialmente l’era degli influencer.

theblondesalad


Il (non) perfetto mondo degli influencer

Ammettiamolo, molti di noi hanno sognato, almeno una volta, di essere famosi influencer. 

Quello che però non è noto a tutti è che essere al centro dell’attenzione non è sempre così “top”. 

Dietro la telecamera ci sono delle persone che provano sentimenti esattamente come noi, ma la cui vita viene messa sotto i riflettori ogni singolo giorno. 

Con questo non voglio di certo dire che se la passano male, ma a volte sentire la pressione di essere sempre perfetti, di non poter sbagliare può comportare conseguenze gravissime. 

Quello che io e voi vediamo è solo l’1% della vita di queste celebrities social che si atteggiano a regine del web proponendo tutorial di make-up, sessioni di allenamento che hanno l’obiettivo di “farci perdere peso in soli 5 step” o ancora il giro del mondo in 80 giorni. 

Con questo voglio dire che i modelli di bellezza che ci propinano non sono reali, ma il semplice frutto di strumenti come Photoshop, filtri di Instagram e chi più ne ha più ne metta. 

Per questo, gli influencer vanno considerati come tali. Ovvero persone in grado di influenzare le nostre scelte e che prestano la loro immagine per sponsorizzare brand di ogni tipo e non vanno idealizzati. 

lil miquela

Il futuro degli influencer

Non credete a chi come Seth Godin vi dice che “gli influencer sono finiti” perché si sbaglia di grosso! 

Gli influencer sono il futuro del marketing. Come? Semplice, con l'Intelligenza Artificiale!

Forse non ci avete fatto caso, ma nelle pubblicità di grandi aziende di moda come Balmain sono stati già introdotti i cosiddetti influencer virtuali o Computer Generated Imagery (per semplicità ICG). 

Questi non sono altro che influencer formati da miliardi di pixel con tanto di profili Instagram e Tik Tok che pubblicano foto e video mostrando la loro finta vita perfetta. 

Il loro ruolo rimane sempre quello di sponsorizzare prodotti e servizi di grandi aziende, ma con un vantaggio in più. Infatti i CGI non hanno né limiti di orario, né di spazio e non  percepiscono la stanchezza fisica (d’altronde non esistono!). 

Questo rappresenta una grande svolta perché possono essere presenti in posti diversi contemporaneamente e “lavorare” senza interruzioni. 

E se pensate che non facciano la stessa figura degli influencer reali. . .Vi posso assicurare che non è così!

Andate a vedere il profilo di Shudu o le foto scattate da Lil  Miquela insieme alla bellissima Bella Hadid per la campagna di Calvin Klein. La differenza è impercettibile e farete fatica a distinguere influencer reali da quelli virtuali. 

Insomma, gli influencer stanno diventando sempre di più protagonisti della comunicazione di marketing (altro che finiti)!

Lo so che per molti di voi creare contenuti social, al pari degli influencer, può sembrare  solo un miraggio ma per questo ci siamo noi di degg! Di certo il nostro scopo non è trasformarvi in influencer ma quello di creare contenuti di valore per coinvolgere al meglio il vostro target!